Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso – analisi su mercato del lavoro e occupazione in provincia di Treviso

L’analisi dell’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso
Mercato del lavoro e occupazione in provincia di Treviso
In calo la domanda interna, bene l’export, -30% crisi aziendali
Giù del 25% la richiesta di CIG, ma aumenta la disoccupazione: +535% di dichiarazioni dei redditi senza sostituto d’imposta

Treviso – L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera trevigiana nei primi sei mesi del 2014 evidenzia un quadro alquanto incerto. Torna in negativo la domanda interna e rallenta la velocità di recupero di produzione e fatturato su base tendenziale annua. Per la Marca trevigiana, è l’export il vero traino: il fatturato estero compie un balzo del +6,6% rispetto al trimestre precedente (quando risultava in flessione) e riporta la variazione tendenziale su base annua al +4,6% (rispetto al 2°trimestre del 2013). Sfiora peraltro il 35% la quota di fatturato estero sul fatturato totale.
Salgono anche gli ordinativi dall’estero del +7,8% rispetto al trimestre precedente. Sul totale degli ordinativi, il 18,8% riguarda prodotti del tessile abbigliamento, il 17,4% macchinari meccanici, il 12,8% macchinari elettrici e il 9% prodotti alimentari.
Gli impianti sono utilizzati al 71% (oscillazione tra 2013 – 2014 da 68% a 74%).
Questa la situazione entro cui s’inquadra l’andamento trevigiano del Mercato del Lavoro, illustrato mercoledì 10 settembre, nella sede Cisl di Treviso, da Alfio Calvagna della Segreteria Cisl Belluno Treviso, su elaborazione dell’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso di dati forniti dal Centro per l’Impiego, dalla Camera di Commercio e da Veneto Lavoro.

OCCUPAZIONE – Diminuisce il numero delle Dichiarazioni di Immediata Disponibilità (D.I.D) al lavoro, che nei primi 4 mesi del 2014 risulta inferiore rispetto allo stesso periodo del 2013, 7.904 rispetto a 8.401, con una flessione del 5,9%. L’analisi per classi di età mette in luce come a rilasciare più dichiarazioni siano i giovani fino ai 29 anni con quasi 2.800 domande pari al 35,2% del totale, in lieve diminuzione rispetto ai primi 4 mesi del 2013.

CASSA INTEGRAZIONE – Nel corso dei primi 3 mesi del 2014 le ore autorizzate di Cig complessivamente rilasciate in provincia sono state oltre 5,5 milioni, in diminuzione rispetto al monte ore dello stesso periodo del 2013 del 25,8%. La parte più consistente concerne la straordinaria, con una diminuzione rispetto allo stesso periodo 2013 del 4,9%. L’ordinaria si ferma ad 1 milione di ore, con un segno -1,9% rispetto stesso periodo del 2013. La cassa in deroga è in forte contrazione: -69,3%.

Il totale dei lavoratori coinvolti nei periodi di Cig sono 39.578, così ripartiti:
• Ordinaria: 7.254
• Straordinaria: 26.930
• Deroga: 5.395

LICENZIAMENTI – Il totale degli ingressi in lista di mobilità della legge 223 per i primi 4 mesi del 2014 è di 1.240 lavoratori, in aumento del 17,1% rispetto al dato 2013. A questi lavoratori licenziati dalle grandi aziende andrebbero aggiunti, per lo stesso periodo, i lavoratori licenziati dalle piccole imprese (e non più rilevabili in base al mancato finanziamento della l.236/93) che solitamente risultano essere il doppio di quelli licenziati dalle imprese con più di 15 dipendenti. (stimiamo circa 2.400 lavoratori). I soggetti più coinvolti dalle procedure di mobilità sono coloro che hanno un’età tra i 40 e 49 anni (36,8%) e gli ultracinquantenni (34%).
Confrontando i primi quattro mesi del 2014 con lo stesso periodo del 2013, si osserva come gli inserimenti maggiori interessino i più giovani: +37,5% (passano da 56 unità a 77 unità). Le qualifiche più colpite dalla mobilità risultano essere quelle degli operai semplici e/o specializzati con un’incidenza rispettivamente del 28,5% e del 25,9%. Seguono le professioni esecutive nel lavoro di ufficio 20%.

I comparti produttivi con un maggior numero di lavoratori coinvolti sono:
• Costruzioni con 223 lavoratori
• Legno con 185 lavoratori
• Tessile/abbigliamento con 162 lavoratori
• Mobili /arredo con 135 lavoratori.

VERTENZE – Nel corso dei primi 4 mesi del 2014 si sono formalizzate 147 aperture di procedure di crisi, in diminuzione del 30,3%.

REDDITI DEI TREVIGIANI – In attesa dei numeri definitivi sui redditi dei trevigiani, si può anticipare un dato significativo, che evidenzia ulteriormente la situazione di difficoltà che la provincia di Treviso sta ancora affrontando. Lo scorso anno il Caf della Cisl di Treviso ha elaborato 464 dichiarazioni dei redditi senza sostituto di imposta. Si tratta di dichiarazioni dei redditi di lavoratori disoccupati, che hanno redditi da dichiarare e/o rimborsi da richiedere, ma che non hanno più un datore di lavoro come sostituto di imposta in quanto disoccupati. Quest’anno le pratiche assolte senza sostituto d’imposta sono state 2.483 su oltre 54.000 dichiarazioni compilate dal Caf, con un aumento del 535%.

L’ANALISI – “Credo che sarà necessario abituarsi a queste oscillazioni, non siamo usciti dalla crisi, e non possiamo certo dire che siamo in ripresa. – dichiara Alfio Calvagna della segreteria Cisl Belluno Treviso – E’ certamente positiva la tendenza di investire sull’export da parte delle imprese trevigiane, visto che dal mercato interno non possiamo ancora prevedere segnali positivi, questo, però, non è sufficiente per innescare una nuova crescita e un rilancio dell’occupazione. Il cambiamento provocato da questa crisi è strutturale e probabilmente questi sono i livelli da cui ripartire. Il nostro sistema produttivo sembra essersi orientato in favore di produzioni di qualità piuttosto che sulle quantità.”

“L’emorragia di posti di lavoro non è ancora terminata, purtroppo, e abbiamo consegnato alla storia i dati occupazionali del 2008 – afferma Franco Lorenzon Segretario Generale Cisl Belluno Treviso – Il compito del sindacato ora non è più solo rivendicare o protestare ma offrire nuove possibilità di ripresa, avanzare proposte concrete. Dobbiamo far si che il lavoro sia sempre in primo piano nell’agenda del Governo così come nell’opinione pubblica. Sindacato più forte, lavoratori più forti, questo è un concetto da sostenere.”

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